di Giuseppe Longo

Ma che bella scelta per il Risit d’Aur 2019”! Bella non solo perché la “Barbatella d’oro” della Famiglia Nonino va a un intraprendente vitivinicoltore del Collio, il goriziano Damijan Podversic, soprattutto per sottolineare il suo impegno riguardo alla valorizzazione di un vitigno autoctono, la Ribolla gialla, al centro di un’autentica riscoperta. Ma anche perché s’incrocia con l’accordo che pare finalmente raggiunto, come ci hanno riferito le cronache di questi giorni, per poter puntare con decisione alla tutela del grande vino riservandone il nome soltanto a quello prodotto nel Vigneto Fvg. Un auspicio che è contenuto proprio nella motivazione del Premio e che conferma la “vocazione” della storica distilleria di Percoto – e in primo luogo della vulcanica e inimitabile Giannola – a difendere e rilanciare i vecchi vitigni friulani. Il Premio era infatti nato nel 1976 per salvaguardare il prezioso Schioppettino – la “cugina” Ribolla nera – che seriamente rischiava l’estinzione.

Giannola Nonino in una bella foto d’archivio col marito Benito e le figlie Elisabetta, Cristina e Antonella.

Questa, infatti, la motivazione ufficiale del “Risit d’Aur 2019”, che a Podversic sarà consegnato dalla stessa Giannola Nonino: “A Damijan Podversic per aver dato appassionato impulso alla coltivazione della Ribolla gialla, antico vitigno autoctono del Friuli Venezia Giulia, e avviato l’iter per il recupero di terreni vocati alla viticultura e abbandonati dal 1940 sul Monte Calvario nella provincia di Gorizia. Il suo lavoro rappresenta simbolicamente una straordinaria occasione di ricerca e una delle espressioni più genuine del mondo vitivinicolo regionale. L’assegnazione del premio vuole anche essere un appassionato appello ai vignaioli della Regione affinché trovino l’accordo sul disciplinare di produzione per ottenere al più presto la Doc. per la Ribolla gialla che ne garantisca la produzione esclusivamente per il territorio del Friuli Venezia Giulia”. Un auspicio che pare dunque andato a segno, dopo lunghe trattative fra tutti gli “attori” del comparto vitivinicolo friulano, e che avrà di sicuro un’eco nella cerimonia di consegna del Premio che, come è ormai tradizione, avviene l’ultimo sabato di gennaio, tra gli alambicchi fumanti di Ronchi, piccola frazione di Percoto nelle campagne alle porte di Udine. L’appuntamento è fissato infatti per il 26, alle 11, e nell’occasione saranno festeggiati anche i vincitori del 44° Premio Nonino per la cultura – perché, come è noto, il Risit ne è soltanto una sezione – che è stato assegnato allo scrittore argentino di origine istro-croata Juan Octavio Prenz e alla storica e giornalista statunitense naturalizzata polacca Anne Applebaum.

Grappoli della preziosa Ribolla gialla.

Come dicevamo, il Premio “Risit d’Aur” venne istituito nel 1976 per dare pubblico riconoscimento ai coraggiosi Dina e Paolo Rapuzzi, da poco “convertiti” alla viticoltura sulle colline di Cialla, piccola frazione di Prepotto, e che avevano intrapreso un singolare “braccio di ferro” con le istituzioni per salvare un autentico tesoro del Vigneto Friuli, lo Schioppettino – conosciuto, appunto, anche come Ribolla nera o Pocalza, nell’idioma di matrice slovena -, del quale era addirittura vietata la coltivazione. E grazie ai Rapuzzi e al grande sostegno che ebbe dalla famiglia Nonino proprio con l’attribuzione del “Risit d’Aur” non solo fu autorizzata la coltivazione del pregiato vitigno, ma si dette avvio a una vera e propria azione di rilancio culminata con la creazione, poco più di dieci anni fa, della sottozona “Schioppettino di Prepotto” nell’ambito dei Colli orientali del Friuli.
Ed è quello che ora avverrà con la Ribolla gialla, candidata a essere marchiata dalla Doc Fvg che consenta di chiamare il vino con il nome varietale soltanto nella sua terra d’origine, dove è conosciuto e amato sia nella versione ferma, o tradizionale, sia in quella spumantizzata, quale piacevole alternativa al dilagante Prosecco. E anche in questo caso andrà a segno l’auspicio della Famiglia Nonino volto alla difesa di quanto di meglio produca il nostro Friuli. Un impegno – lo ricordiamo per inciso – che aveva portato, nel 1992, alla premiazione anche dell’allora Consorzio per la tutela del Ramandolo che si era battuto con vincente determinazione per la difesa del prezioso vino dolce prodotto sulle pendici della Bernadia tra Nimis e Tarcento. E che poi sarebbe stato marchiato dalla Docg, la prima a essere concessa nel Friuli Venezia Giulia.

E con l’importante riconoscimento attribuito a Damijan Podversic e alla sua inimitabile Ribolla gialla l’impegno di Giannola Nonino e della sua grande Famiglia continua. E per questo i distillatori di Percoto meritano il grazie non solo dei vignaioli – come amava chiamarli Luigi Veronelli, indimenticabile ideatore e primo regista del Premio –, ma di tutto il Friuli che deve essere orgoglioso delle sue eccellenze e che per questo deve difenderle con tenacia.

La cantina di Damijan Podversic e l’etichetta della sua Ribolla.

 

Grandi Vini dai terreni
abbandonati sul Calvario

di Gi Elle

Ma chi è Damijan Podversic, il titolare del Risit d’Aur 2019? Vediamo di conoscerlo attraverso il ritratto che è pubblicato proprio sul sito del Premio Nonino: “Damijan Podversic, friulano di minoranza slovena è nato a Gorizia nel 1967. Sogna di fare il viticoltore da quando aveva 12 anni e si ritiene molto fortunato a poter svolgere il lavoro che desiderava fare da bambino. Si avvicina al mondo del vino grazie a suo padre, Francesco, oste a Gorizia, che negli anni aveva acquistato due terreni sul Monte Calvario per produrre il vino per la propria Osteria. Damijan segue studi professionali all’Ersa (Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia) ed inizia a lavorare con il padre ma quando gli propone di provare a produrre ‘Grandi Vini’ non trova appoggio e così decide di seguire la sua strada. Non avendo terre di proprietà e molto denaro, inizia acquistando dei piccoli appezzamenti abbandonati sul Monte Calvario. Ha tre Grandi Maestri: Josko Gravner, Nicola Manferrari e Mario Schiopetto che, nel tempo, gli hanno trasmesso tanto del loro sapere sul vino. Si considera un uomo molto fortunato ad avere sposato Elena una donna che oltre a lui ha sposato anche il suo sogno. Hanno tre figli Jasmine, Tamara e Jakob. Il suo obiettivo è fare ‘Grandi Vini’ che alimentino l’anima”. Come, appunto, la sua Ribolla gialla.

Damijan Podversic; a destra con la moglie Elena e sotto, ragazzo, con il padre Francesco, oste a Gorizia.

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In copertina, Damijan Podversic “Risit d’Aur 2019”.

(Foto dai siti del Premio Nonino e dell’Azienda: autori MASSIMO CRIVELLARI, FERDINAND NEUMÜLLER, JASMIN PODVERSIC, MARTINA FRANCO)

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